Tag: social networks

La Rete guarda la televisione

Poi la Rete racconta. Ma in che senso avrebbe vinto sulla “televisione di regime”? L’esempio del momento – dalla vittoria dei quattro sì al referendum – è praticamente quello della politica. Non so nemmeno in quanti siano tornati sull’argomento ma sono sicuro che da qualche parte c’è qualcuno che ha già trovato e conosce una soluzione per tutto. Forse ha ragione Vittorio Zambardino: non basta scoprire la Rete e usarla un po’, magari come se fosse una stazione tv o l’ufficio propaganda di un movimento, per “sapere come si usa la rete”, perché la Rete è cultura e non andrebbe solamente pensata ma vissuta. Perché se non sei la Rete non sai usarla, e anche quando credi di esserlo o persino lo sei puoi continuare comunque a sbagliare. Oppure Zambardino non ha ragione. (more…)

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Mireia Companys Tena e Martha Fabbri

Le prime due puntate di Il marketing editoriale e i social network sul blog Dei libri passati presenti e futuri.
1. Martha Fabbri
2. Mireia Companys Tena

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I 10 segreti inconfessati dei blog letterari

Riguardo ai blog letterari si presentano relazioni ai convegni e si scrivono contributi per riviste importanti. Mi sono chiesto cosa abbiano in comune e cosa di singolare e cosa caratterizzi questi blog letterari: ne seguo tanti e ce ne sono alcuni davvero speciali. Mi sono chiesto quali sono i loro segreti. Alla fine li ho trovati, e per trovarli ho fatto così: ho sezionato gli ultimi 10 post di 10 blog che seguo da tempo. I motivi di fondo che ho trovato – manco a dirlo – sono infatti 10. I blog che ho preso in considerazione – alcuni con più autori e altri personali – sono questi, e vi invito a seguirli sempre – perché ne vale davvero la pena – e ad aggiungerli ai vostri preferiti o al blogroll: Doctor Blue and Sister Robinia, BombaCarta, Notte di nebbia in pianura, Who’s the reader, Nazione Indiana, Finzioni, Stella d’Occidente, Baionette librarie, Blog notes, Dei libri passati, presenti e futuri. (more…)

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15 cose che gli editori fanno su Facebook

Il secondo giorno del Salone del libro di Torino – come ricorda QuintadicopertinaLa Stampa pubblicava un articolo nel quale si diceva che il fenomeno degli ebook si è sgonfiato. In risposta si è sostenuto che però quel “muro del pianto” sulle percentuali che non vogliono salire i grandi editori se lo sarebbero costruiti da soli. Si è detto che quegli editori forse non hanno fatto altro che prendere un po’ di testi dal loro sterminato catalogo cartaceo per convertirli e sigillarli con i drm adobe e per prezzarli a qualche euro in meno delle edizioni cartacee. “Forse, per fare una rivoluzione, digitale o meno, bisognerebbe per prima cosa avere il coraggio di salire con i lettori sulle barricate, e mettersi a leggere con loro. Si imparerebbe qualcosa di interessante”. (more…)

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Networkology e le reti complesse

“Un ramo della fisica teorica sta cercando di scoprire i principi fondamentali che regolano le reti con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, con uno spirito simile a quello dei padri della fisica classica: ridurre a poche leggi semplici e universali la straordinaria diversità delle reti sociali, tecnologiche e biologiche che ci circondano”. Il breve percorso di Andrea Capocci, Networkology, il Saggiatore 2011 – servendosi di alcuni excursus storici e tentando di isolarne le conclusioni più significative – riflette sulla somiglianza delle reti e sulle loro leggi. Se nella seconda metà del Novecento sono stati soprattutto sociologi e matematici a elaborare i modelli teorici delle reti sociali, servendosi delle osservazioni empiriche “gli scienziati si sono accorti che le proprietà delle reti sociali sono presenti in tanti altri ambiti, e il loro studio è divenuto uno degli ambiti di ricerca più fiorenti della fisica statistica”. (more…)

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La riproducibilità e la sovrabbondanza

Cambia il formato e cambiano i metodi di distribuzione: è ciò che accade nel settore dei media e in quello dei libri. Secondo Giovanni Calia “un lettore agganciato sulla lettura di un ebook non torna più indietro”: perché se la gente cambia le sue abitudini, anche quando il cambiamento viene immediatamente superato, non torna più indietro.

Per rendere più comprensibile e giustificabile questa prospettiva, si propone un confronto con un fantascientifico “replicatore di cibo”, ovvero un replicatore di materia capace di agire in modo indipendente dalla materia stessa. Ecco: nel settore agricolo, ad esempio, ad essere colpiti sarebbero gli allevamenti e la produzione dei prodotti della terra. Non ci sarà più bisogno di patate “originali”, dal momento che sarà sufficiente un campione unico da scansionare e replicare. (more…)

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