L’esautoratore è Marco Cetera, ha studiato filosofia, fa il pubblicitario e ha lavorato a importanti progetti internazionali come copywriter. Come non detto è la sua opera formidabile costruita su 2000 citazioni, attraverso 2332 versi, con parole prese in prestito per donare la vita a un testo (apparentemente) originale, dando credito alla disposizione dei termini e al contenuto. L’autore è un esautoratore che finisce e poi inizia di nuovo; “ho scritto la più lunga lettera anonima della storia” dice Marco Cetera. Dice e non dice.
Come non detto è un esperimento, una “fantarcheologia di versificazione”; è il testamento di un posseduto dalle biblioteche e dalla letteratura, è una follia durata 6 anni. (more…)
28/03/2012@
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È uscito il primissimo numero di Between, la rivista internazionale semestrale peer-reviewed e open access dell’Associazione italiana di Teoria e Storia Comparata della Letteratura, che “ha l’ambizione di rappresentare un osservatorio aggiornato e un luogo d’incontro in cui mettere a frutto i metodi e le ricerche cui la comparatistica italiana partecipa e che contribuisce a sviluppare. In tal senso, il nome della rivista vuole alludere anche a un’auspicabile funzione di trait d’union fra l’Italia e gli altri Paesi europei ed extraeuropei (more…)
08/06/2011@
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Cosa si nasconde dietro la citazione, l’allusione, l’imitazione, e persino dietro il plagio consapevole e inconsapevole, oppure dietro le scuole letterarie o la contraffazione in genere? Charles Nodier, scrittore e bibliofilo francese tra Settecento e Ottocento, nel suo racconto critico (Crimini letterari, :duepunti edizioni, Palermo 2010), così ricco di trovate ironiche e di stile, vedeva in quei “crimini letterari” quasi l’essenza stessa della letteratura. Odiarli oltre misura corrisponderebbe a un travisamento delle stesse regole della Repubblica delle lettere. Dietro il mero plagio – anche se i diversi casi andrebbero comunque distinti e analizzati nella loro singolarità – sembra quasi nascondersi un rapporto sotterraneo, una relazione che riverbera tra la parola scritta e la bibliografia degli autori classici e contemporanei. Per quanto il crimine, in ogni caso, quello vero e confermato, comunque, rimanga sempre un crimine. Eppure, il senso ultimo delle pagine del francese è un’allusione continua ad alcune delle caratteristiche della stessa comunità: la letteratura che chiama a raccolta nella sua Repubblica, forse, con tutto il suo genio e la sua brutalità, non è altro che una mappa tracciata su carta.
02/05/2011@
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