La letteratura e la comunità |

Pubblicato da Antonio MaccioniSeguimi su Twitter2/5/2011

Cosa si nasconde dietro la citazione, l’allusione, l’imitazione, e persino dietro il plagio consapevole e inconsapevole, oppure dietro le scuole letterarie o la contraffazione in genere? Charles Nodier, scrittore e bibliofilo francese tra Settecento e Ottocento, nel suo racconto critico (Crimini letterari, :duepunti edizioni, Palermo 2010), così ricco di trovate ironiche e di stile, vedeva in quei “crimini letterari” quasi l’essenza stessa della letteratura. Odiarli oltre misura corrisponderebbe a un travisamento delle stesse regole della Repubblica delle lettere. Dietro il mero plagio – anche se i diversi casi andrebbero comunque distinti e analizzati nella loro singolarità – sembra quasi nascondersi un rapporto sotterraneo, una relazione che riverbera tra la parola scritta e la bibliografia degli autori classici e contemporanei. Per quanto il crimine, in ogni caso, quello vero e confermato, comunque, rimanga sempre un crimine. Eppure, il senso ultimo delle pagine del francese è un’allusione continua ad alcune delle caratteristiche della stessa comunità: la letteratura che chiama a raccolta nella sua Repubblica, forse, con tutto il suo genio e la sua brutalità, non è altro che una mappa tracciata su carta.

Pavel A. Florenskij
La concezione cristiana del mondo

a cura di A. Maccioni
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Filed under: Tra l'autore e il lettore

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    non so. Come dici tu, il crimine, il plagio, rimane sempre un crimine.

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