Novità tra il giornalismo e la Rete, o quasi |

Pubblicato da Antonio MaccioniSeguimi su Twitter23/4/2010

Ha detto quasi bene Roberto Venturini su Apogeonline. Aprile è tempo di novità nel rapporto tra il giornalismo e la Rete. Più iniziative (almeno quattro di qualità discreta) incontrano gli internauti italici, mentre nel frattempo si discute di news a pagamento e nuove strategie di monetizzazione sull’informazione. Ha detto quasi bene perché di giornalismo se ne vede poco se non attraverso, ma comunque benvenute novità: si vedono più che altro aggregatori e riorganizzatori di contenuti (che quei contenuti vengano riscritti o meno in questo caso non importa), ma pochi nuovi produttori. Si tratta di iniziative differenti, alcune delle quali mostrano una qualità superiore e non possono pertanto essere tutte equiparate tra loro. Si potrebbe anche considerare in verità che di produttori di contenuti ce ne sono fin troppi, probabilmente, e che l’essenziale sarebbe piuttosto trovare il modo per riorganizzarli al meglio e per distillare la qualità. Sarà dunque quella dell’aprile italiano la strada da seguire?
Arriva Europa451 – che Venturini definisce come roba da quattro gatti per dire poi che si tratta di un lavoro ancora in embrione: Europa451 è un sito d’informazione (già conosciuto in francese e in spagnolo) che guarda al citizen journalism, ed è un’avventura che si dovrà ancora fare.
Arriva Il Post, che si propone come una sorta di aggregatore di fatti e notizie altrui più che di contenuti altrui. Nella creatura di Luca Sofri vengono dunque raccolte e intercettate le tendenze dell’informazione in Rete, promettendo comunque una verifica delle notizie. Sofri viene dal celeberrimo Wittgenstein, e i collaboratori che si è portato dietro non sono da meno in fatto di popolarità internettara (insieme ad alcune new entry sui blog paralleli contenuti nel giornale). Staremo a vedere, anche perché il progetto pare nasca su basi solide.
Arriva BlogNation, vero e proprio aggregatore di contenuti basato su un algoritmo proprio, ovvero una formula matematica che gestisce la presenza in home page delle novità e riesce ad ordinarle gerarchicamente senza l’ausilio delle scelte umane.
Arriva Paperblog: si tratta di un altro aggregatore che si propone di scoprire e mettere in luce nuovi e validi produttori di contenuti nella Rete. Gli articoli possono essere votati e quei voti possono influire nell’ordinamento gerarchico e nella visibilità delle news. Paperblog riporta i pezzi nella loro versione completa direttamente dai feed. Come La Carta – così facciamo un buon esempio – è finita in home page il 23 aprile con un pezzo sul dibattito delle pagine culturali di Avvenire, avviato in occasione del convegno Testimoni Digitali (si veda la foto in cima a questo post, nell’immagine in basso a destra).
Staremo a vedere quanto e cosa cambierà, e se saranno queste le novità che incideranno sulla Rete italiana.

Pavel A. Florenskij
La concezione cristiana del mondo

a cura di A. Maccioni
Edizioni Pendragon
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Filed under: Segnalazioni

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  • http://orientalia4all.net/ Enrica Garzilli

    Ovvio che sono aggregatori, tutto molto più semplice ed economico: i contenuti li producono gli altri e l'aggregatore li raccoglie con un crawler. Fatto il programma, niente spese o quasi.

    Re Blognation: guarda che solo Wikio aggiunge il fattore umano alle classifiche (e infatti la aggiornano una volta al mese), tutte le altre, BB in testa, usano solo algoritmi matematici.

    Ci mancherebbe altro che ci si metta una squadra di programmatori a lavorare sui singoli blog/riviste ecc. ogni giorno! Quanto costerebbe mantenere una classifica? Ci vorrebbe un ritorno di almeno 3-4 milioni di pagine viste al mese e spazi pubblicitari venduti ai massimi prezzi. Il che è assurdo, questi numeri non li fa neanche il blog di Google.

    Insomma, è anche qui una questione di prezzi.

  • Antonio

    Certo, è anche una questione di prezzi. Nel caso del progetto di Sofri, mi chiedo qualce sia la novità, però, dal punto di vista giornalistico. Anche in quel caso, a parte le opinioni, i contenuti vengono prodotti altrove. In fin dei conti, si tratta di una redazione che gestisce contenuti come una redazione qualsiasi ma non ha l'onere di produrli. Bene, tutto qui. Certo si può fare un buon prodotto comunque… Al limite, si riesce a fare un lavoro originale con notizie ripescate (perché magari trascurate altrove), ma – sarà pure un mio limite – non riesco a cogliere l'innovazione nella cosa.

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