Questo post è praticamente inesistente |

Pubblicato da Antonio MaccioniSeguimi su Twitter31/8/2010

Questo è stato scritto su L’Adige (“L’e-book va alla conquista d’Italia”) il 3o agosto del 2010: entro Natale sarebbero in arrivo 4.500 titoli, tra bestseller e novità. Poi si è aggiunto riguardo agli e-reader: “Si stima che in Italia ce ne siano circa 20 mila, nonostante gli e-book siano praticamente inesistenti”. Inesistenti? Ma questo? E questo? Però è vero: si tratta di realtà che nel pezzo citato vengono messe in conto. Ma quasi come proposte, annunci, quasi come semplici calcoli non calcolati e messi in agenda per il futuro.
Secondo Alessandro Gilioli (L’Espresso, “Se l’Ipad sveglia l’Italia”), che si serviva dell’occasione per tornare sulla questione del wifi nostrano: entro l’anno saranno 200 mila gli iPad venduti in Italia. Lo scriveva il 19 agosto. Poi nel frattempo succedono queste cose: l’Itis Majorana di Brindisi, che già faceva lezione su libri di testo prodotti dai docenti, adesso andrà pure a scuola col netbook.
Quando sembrano stabiliti i primi passi della corsa alla distribuzione, si discute ancora di esclusiva. Dopo tanto parlare, poi, in un certo senso, ciò che è stato ed è ancora continuerà probabilmente ad essere. Basta.

Pavel A. Florenskij
La concezione cristiana del mondo

a cura di A. Maccioni
Edizioni Pendragon
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Filed under: Segnalazioni

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  • Enrica Garzilli

    L'importante è la sostanza, credo, non il supporto, anche se come sai il contenente (o la forma) riflette il contenuto.

    Ma fino a un certo punto: À la recherche du temps perdu, per fare un esempio, o The Story of My Experiments with Truth, sono libri immortali su carta, su iPad, su iPod, su tutto. Anche sui tovaglioli di carta delle pizzerie!:)

    Tu che ne pensi?

  • Antonio

    :-) Ok, è chiaro. Però è un passaggio, ormai, praticamente avventuo. Bisogna solo aspettare il crollo dei prezzi degli iPad e qualche Natale e qualche “compleanno” in più… Poi, niente, si leggerà anche così con la benedizione dei DRM di turno e chi oggi fa ancora resistenza si dovrà adeguare.
    Io penso che il problema è fare cose di qualità. Si torna sempre lì, appunto…
    Per il resto, mi faceva molto sorridere quel pezzo pubblicato sull'Adige. A tratti fuori dal mondo…
    A proprosito: segui la ressegna stampa sull'editoria della Treccani. Il livello di dibattito dei nostri quotidiani (nelle ultime settimane straimpegnati con la Mondadori) rende l'idea di una certa “attenzione” per l'editoria…

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