Archiviato nella categoria: Tra l’autore e il lettore
Ricevo quintali di newsletter da agenzie stampa editoriali: mi chiedo spesso a cosa servano – soprattutto perché lanciano proposte ma dall’altra parte non c’è nessuno pronto a rispondere. Non ci sono dubbi che una newsletter possa essere utile e interessante per un lettore affezionato a un determinato progetto editoriale. Ho valutato le solite proposte e ho provato a mettere insieme alcune alternative. Le sezioni numerate che seguono possono essere accorpate per volume o distinte. Per praticità, in questo caso, le presento ordinandole – senza criterio alcuno – come se si trattasse di attività “indipendenti” da uno specifico “prodotto”. Mi spiego. (more…)
23/06/2011@
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Mi hanno dimenticato dentro e quasta foto è tutto ciò che ho salvato. Non è uno scherzo. A Bologna ci sono librerie bellissime nelle quali ti potresti perdere. Una libreria bellissima di Bologna ad esempio è il Meloutlet di via Oberdan. Il Meloutlet di via Oberdan mi piace molto. Mi piaceva molto prima che mi facesse prigioniero. (more…)
05/06/2011@
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Spoiler: nel pezzo, come nel titolo, si fa dell’ironia. Tale precisazione si è resa necessaria dopo una serie di commenti di lettori inneggianti alla grammatica.
Certi bravi preti, gli psicoterapeuti che si occupano di internet, i professori di filosofia, i comunicatori italiani che followano i comunicatori americani, riguardo alla gente, la pensano tutti allo stesso modo. Ci sono parole talmente serie che, a dirle, che tu le dica ridendo o piangendo, non perdono neppure un briciolo del loro significato. Eppure, quando alla fine quelle parole la gente le ripetono tutti insieme e quasi contemporaneamente, è come se la gente quelle stesse parole non è che le svuotano di senso, è che non riescono nemmeno a sentirle più. Non è che le parole perdono di significato, è che la gente quelle parole smettono di capirle. Quei bravi preti, gli psicoterapeuti, i professori e i comunicatori italiani, quando si accorgono che la gente iniziano ad ubusare di quelle parole senza riconoscerne più il senso, si mettono a ripeterlo tutti insieme sostenendo che non si sentono molto d’accordo.
Questi sono alcuni dei casi più eclatanti, e bisognerebbe ricordare alla gente cosa quelle parole significano. (more…)
04/06/2011@
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Cosa si nasconde dietro la citazione, l’allusione, l’imitazione, e persino dietro il plagio consapevole e inconsapevole, oppure dietro le scuole letterarie o la contraffazione in genere? Charles Nodier, scrittore e bibliofilo francese tra Settecento e Ottocento, nel suo racconto critico (Crimini letterari, :duepunti edizioni, Palermo 2010), così ricco di trovate ironiche e di stile, vedeva in quei “crimini letterari” quasi l’essenza stessa della letteratura. Odiarli oltre misura corrisponderebbe a un travisamento delle stesse regole della Repubblica delle lettere. Dietro il mero plagio – anche se i diversi casi andrebbero comunque distinti e analizzati nella loro singolarità – sembra quasi nascondersi un rapporto sotterraneo, una relazione che riverbera tra la parola scritta e la bibliografia degli autori classici e contemporanei. Per quanto il crimine, in ogni caso, quello vero e confermato, comunque, rimanga sempre un crimine. Eppure, il senso ultimo delle pagine del francese è un’allusione continua ad alcune delle caratteristiche della stessa comunità: la letteratura che chiama a raccolta nella sua Repubblica, forse, con tutto il suo genio e la sua brutalità, non è altro che una mappa tracciata su carta.
02/05/2011@
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La relazione tra la Rete e la carta richiama due questioni cruciali: l’autorevolezza e il rapporto tra critica letteraria e cronaca culturale. Rispolvero un vecchio pamphlet pubblicato nel 2004 non tanto per il suo valore in sé, quanto perché ritrovo gli stessi argomenti (qui utilizzati nella critica del rapporto tra i media tradizionali) e le stesse categorie che insieme ad altre stanno al centro del dibattito sugli attuali sviluppi dell’industria editoriale. Il mio dubbio è che lo stesso volumetto Contro la Terza Pagina di Angelo Lorenzo Crespi non faccia altro che (more…)
20/03/2011@
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Il rapporto autore/lettore e autore/autore: ne hanno di recente parlato Nathan Bransford, Marco Dominici e Mauro Sandrini. Provo a mettere in evidenza alcune annotazioni interessanti, apparentemente scontate ma da rivalutare continuamente. Il problema fondamentale è quello della platform, per altri versi strettamente legato alla dicotomia verticale/orizzontale (ma si può davvero parlare di una dicotomia?). Per farsi un’idea si possono sempre rispolverare i contributi che conservo tra i bookmarks, e che ripropongo in coda al post. (more…)
19/03/2011@
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