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	<title>Come la Carta</title>
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	<description>Libri e nuovi media &#124; Come la carta</description>
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		<title>L’ipertrofia editoriale e i barbari in bit</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><a href="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2638" title="Libreria" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg" alt="" width="455" height="307" /></a>Sandro Ferri, delle edizioni e/o, racconta il mestiere di un editore che si divide tra <strong>la passione </strong>per l’attività cultu&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/i-ferri-delleditore/reti-sociali-ed-editori/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/i-ferri-delleditore/reti-sociali-ed-editori/">L’ipertrofia editoriale e i barbari in bit</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a  href="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2638" title="Libreria" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg" alt="" width="455" height="307" /></a>Sandro Ferri, delle edizioni e/o, racconta il mestiere di un editore che si divide tra <strong>la passione </strong>per l’attività culturale e il continuo confronto con <strong>il mercato</strong>, in un un’epoca di perenne transizione che guarda ancora all’avvento del digitale con <strong>curiosità e preoccupazione</strong> a un tempo. Dal 5 novembre in libreria, è già disponibile in versione ebook dal 9 ottobre scorso: <strong><a  href="http://www.bookrepublic.it/book/9788866320814-i-ferri-delleditore/"><em>I ferri dell’editore</em></a> </strong>è un pamphlet <span id="more-2634"></span>che cerca di non sbilanciarsi troppo sui temi della lettura, della scrittura, della scelta editoriale al di là di ogni contrapposizione radicale tra cartaceo e digitale. Il tentativo è quello di proporsi all’interno di un <strong>dibattito</strong> ancora vivo, forse perimetrando le basi di una professione antica e comunque chiacchierata. <strong><a  href="http://nottedinebbiainpianura.blogspot.com/2011/10/i-ferri-delleditore-di-sandro-ferri.html">Ha scritto Angelo Ricci riguardo al volume</a></strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non è un manuale e nemmeno una requisitoria, ma una esaltante e felice testimonianza (confessione, forse) di un uomo che ha amato e che ama la parola scritta, nella sicura condivisione di quel pensiero forsteriano secondo il quale l’umanità tutta è percorsa, sin dai suoi albori, dalla necessità di raccontare, di raccontarsi e di ascoltare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Già in Rete c’è chi si domanda se Sandro Ferri non si contraddica: metterebbe in guardia dalla <strong>confusione generata dall’assenza della mediazione</strong> editoriale nell’epoca digitale, riconoscendo poi quell’assenza di mediazione e selezione “di progetto” <strong>anche nel panorama librario tradizionale</strong>, sottoposto infatti a una raffinata critica. <strong><a  href="http://leggoergosum.wordpress.com/2011/10/13/dei-ferri-delleditore-e-di-librinnovando/">Considera al riguardo Marco Dominici</a></strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chi è che ha creato una fiumana di libri mediocri asfissiando le librerie, il digitale o la dissennatezza delle strategie editoriali nel cartaceo? E quale potrebbe essere la cura per rimediare a questa ipertrofia editoriale? Ferri non lo dice, ma paventa solo l’arrivo dei barbari in bit.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo la prospettiva di un professionista come <strong>Roberto Calasso</strong> dell’<strong>Adelphi</strong>, l’editore è nella lettura di Ferri anche l’autore di quella grande opera che viene <strong>rappresentata dal proprio catalogo editoriale</strong>: la scelta dei titoli – più o meno consapevolmente – segue con il tempo un disegno che porta infine a formare una creatura nuova. Anche il complesso catalogo <strong>Einaudi</strong> degli anni Cinquanta e Sessanta si proponeva come un discorso che intendeva “<strong>formare una classe dirigente colta</strong>”. Aveva un senso. In questo modo la produzione storica di un grande artigiano riverberava infine come <strong>un prodotto letterario</strong> di altissimo livello. Caratterizzato da una dialettica che negli anni si stringeva a un verbo comunque semplice e determinante: diventava e diventa <strong>fondamentale “fidarsi”</strong>, dal momento che l’editore crea fiducia nel lettore e all’interno di un gruppo di lettori. Ed è infatti un “attore” che parte da una visione del mondo condivisa: poiché cerca nel manoscritto una conferma autorevole e più ricca di ciò che pensa o già intuisce; poiché finirà con lo <strong>“schierarsi” in favore di un autore e di un’opera</strong> particolare con una spudoratezza che dovrebbe riconoscersi ben lontana, assolutamente distante dalle chiavi di lettura determinanti nella visione di un critico che parla a lettori curiosi e potenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle pagine di Sandro Ferri c’è anche un uomo che si divide tra <strong>la magia della lettura</strong> e il tentativo costante di <strong>fare cultura</strong>, proponendo e riproponendo traduzioni, e ripensando continuamente la possibile <strong><em>trasferibilità</em></strong> di una stessa opera in un altro paese e in un’altra lingua. Ci sono intuizioni – o forse concezioni sedimentate dal tempo – talvolta lucidissime e illuminanti: <strong>la libreria</strong>, ad esempio, non è altro che “<strong>lo specchio della società</strong>”, che attraverso le modalità e gli spazi di esposizione dei libri nelle rivendite parla del proprio tempo e agli uomini del proprio tempo. I libri suddivisi <strong>per lingua d’origine e nazionalità</strong> a <strong>Parigi</strong> dove “non esiste uno spazio letterario comune” e il <strong>melting pot</strong> delle librerie di <strong>New York</strong> sono due poli contrapposti e due differenti risultati di integrazione e di rapporto tra la parola e il mondo. Superando le barriere linguistiche, gli ostacoli e i pregiudizi, come un contrabbandiere che oltrepassa montagne e cerca nuovi sentieri, Sandro Ferri racconta le complicazioni e le speranze del suo tempo avverso: forse perché sembra quasi che dei libri, questo suo tempo, non sappia più bene <strong>cosa farsene</strong>.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><a  href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/3931646248/sizes/z/in/photostream/">Credits foto</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><a href="http://youtu.be/ool3vdgLYdI"><img class="aligncenter size-full wp-image-2621" title="Leggere" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libro.jpg" alt="" width="447" height="269" /></a>La lettura e l’attenzione al libro dovrebbero essere pesantemente promosse sulla televisione di Stato perché alla fi&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/">Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a  href="http://youtu.be/ool3vdgLYdI"><img class="aligncenter size-full wp-image-2621" title="Leggere" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libro.jpg" alt="" width="447" height="269" /></a>La lettura e l’attenzione al libro dovrebbero essere pesantemente promosse sulla televisione di Stato perché alla fine soccomberemo. È assolutamente necessaria <img src="file:///C:/DOCUME%7E1/MARCOV%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/MARCOV%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /> – e come minimo – una campagna pubblicitaria di invito alla lettura e a sostegno dell’industria editoriale italiana che sia ampia e strutturata.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione italiana – e questo <a  href="http://t.co/l0rscUxG">l’ha detto Gian Arturo Ferrari</a> – è “particolarmente sgradevole” ed è possibile cogliere un “indice di grave arretratezza”.<span id="more-2616"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro per il libro e la lettura, insieme all&#8217;AIE, il 23 maggio, promuove una giornata in cui tutti sono invitati a regalare un libro alle persone a cui vogliono bene. È qualcosa, ma il processo di assimilazione della giornata sarà molto lento, non basterà. “Per troppo tempo i libri e la cultura sono stati segno di discriminazione, qualcosa che apparteneva ai signori, mentre gli altri ne restavano esclusi”. La produzione letteraria italiana, rispetto a quella degli altri paesi europei, ha difficoltà a uscire dai confini nazionali e a diventare patrimonio internazionale. “Con gli ebook oggi siamo di fronte a una cesura di pari importanza rispetto all’introduzione della stampa con caratteri mobili e nessuno sa quello che avverrà. Ma quello che è certo è che l’Italia è un paese lentissimo anche nell’adottare le innovazioni tecnologiche. Già oggi siamo in una condizione di grave ritardo rispetto agli USA: il mercato del libro elettronico vale da noi meno dell’1% del mercato totale. [...] Con l’introduzione della stampa a caratteri mobili la conseguenza principale fu una drammatica diminuzione del costo del libro. Prima un libro costava come un’opera d’arte, costava quanto un gregge di pecore e il lavoro di due o tre persone per anni. Il primo interrogativo da porsi è dunque se succederà qualcosa di analogo anche con il libro elettronico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un paese che legge così poco – nel primo trimestre del 2010, ad esempio, solo un terzo dei maggiori di 14 anni acquistava un libro (Nielsen) – è un paese che “ha scarse possibilità di poter sopravvivere dignitosamente in una competizione internazionale in cui il possesso di conoscenza e la capacità di usare questa conoscenza è già oggi, ma sarà sempre di più in futuro, il fattore decisivo per determinare chi potrà prevalere e chi invece soccomberà. <strong>Noi, per il momento, stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno.</strong> Non è una bella posizione”.</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/">Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 18:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;">[Questo articolo è uscito su <a href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Benecomune.net</a>]</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura richiede fatica e chi legge non è sempre all’altezza. È la  prima cosa che penso mentre prendo in mano il lavoro di Valter Binaghi e  Giulio Mozzi, 10 buoni motivi per essere cattolici, mandato in stampa  dal giovane editore Laurana di Milano. Penso a quanto stride la  confezione (e il contorno promozionale) del volume con il suo contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Leggi tutto</a>]&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[Questo articolo è uscito su <a  href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Benecomune.net</a>]</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura richiede fatica e chi legge non è sempre all’altezza. È la  prima cosa che penso mentre prendo in mano il lavoro di Valter Binaghi e  Giulio Mozzi, 10 buoni motivi per essere cattolici, mandato in stampa  dal giovane editore Laurana di Milano. Penso a quanto stride la  confezione (e il contorno promozionale) del volume con il suo contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a  href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Leggi tutto</a>]</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Florenskij secondo Luca Negri</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 19:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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