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	<title>Come la Carta</title>
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	<description>Libri e nuovi media &#124; Come la carta</description>
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		<title>Memorie di un posseduto dalla letteratura</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 20:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;">L&#8217;<em>esautoratore</em> è Marco Cetera, ha studiato filosofia, fa il pubblicitario e ha lavorato a importanti progetti&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/marco-cetera/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/marco-cetera/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">Memorie di un posseduto dalla letteratura</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;<em>esautoratore</em> è Marco Cetera, ha studiato filosofia, fa il pubblicitario e ha lavorato a importanti progetti internazionali come <em>copywriter</em>. <strong><em><a  href="http://www.comenondetto.net/">Come non detto</a></em></strong> è la sua opera formidabile costruita su 2000 citazioni, attraverso 2332 versi, con parole prese in prestito per donare la vita a un testo (apparentemente) originale, dando credito alla disposizione dei termini e al contenuto. L&#8217;autore è un <em>esautoratore</em> che finisce e poi inizia di nuovo; &#8220;ho scritto la più lunga lettera anonima della storia&#8221; dice Marco Cetera. Dice e non dice.<br />
<em>Come non detto</em> è un esperimento, una &#8220;fantarcheologia di versificazione&#8221;; è il testamento di un posseduto dalle biblioteche e dalla letteratura, è una follia durata 6 anni.<span id="more-2654"></span><br />
<strong>Ma credi che un testo del genere possa essere concepito solo in Rete?</strong><br />
Il web è la sua dimensione ideale. Ciò non toglie che un giorno possa esserci anche una sua versione cartacea. In Italia, la stragrande maggioranza dei lettori è ancora legata (a volte in maniera quasi feticistica) al libro tradizionale. Quindi, se serve a farsi leggere da un pubblico più ampio, ben venga anche il <em>Come non detto</em> di carta.<br />
<strong>E qual è stato il primo riscontro che hai avuto? Commenti? Impressioni?</strong><br />
&#8220;Sei un pazzo&#8221; è stato il commento più ricorrente. In effetti, l&#8217;impresa è stata davvero folle. Manderò il link anche al dipartimento di Igiene Mentale per avere un riscontro più scientifico.<br />
Volendo fare un primo bilancio, posso dire che il sito è stato accolto con grande entusiasmo. Lì dove è stata recepita, l&#8217;idea è stata molto apprezzata. Un lettore (un ricercatore informatico) è stato a tal punto colpito dal mio progetto che si è addirittura offerto di tradurre gratuitamente il mio sito in formato eBook. Ci sta lavorando. Non so quando, ma prima o poi potrebbe essere possibile scaricarlo direttamente dal sito.<br />
<strong>Ma sono stati 6 anni lunghi?</strong><br />
Non ci sono dubbi. In questi anni, ho dedicato la maggior parte del mio tempo libero alla realizzazione di <a  href="http://comenondetto.net/" target="_blank">comenondetto.net</a><br />
Quando ero a Milano, mi capitava spesso di rintanarmi nelle librerie Feltrinelli (in particolare quelle di piazza Piemonte e piazza Duomo) o nella Biblioteca di Parco Sempione alla ricerca di lessie, spulciando tra i libri impilati sui loro scaffali. Qui, a Trieste (dove vivo e lavoro dal 2010), sono diventato un habitué della Biblioteca Statale. Le bibliotecarie (le impiegate sono tutte donne) mi accolgono sempre con molta cordialità. Hanno preso a cuore le mie ricerche bibliografiche, rendendosi sempre molto disponibili. Posso dire di essere diventato il loro &#8220;topo&#8221; preferito.<br />
<strong>Dimmi una cosa: è colpa della filosofia o dell&#8217;ipertestualità della pubblicità?</strong><br />
Ti dico subito che la pubblicità non c&#8217;entra. Anzi, <em>Come non detto</em> è in un certo senso una forma estrema di rifiuto e di rivolta contro la superficialità della comunicazione pubblicitaria. Sì, sputo nel piatto in cui mangio. E non puoi immaginare da quanto tempo desideravo farlo.<br />
La filosofia, quella sì che c&#8217;entra.<br />
L&#8217;eterno ritorno nietzscheano, il decostruzionismo deriddiano e l&#8217;anarchismo epistemologico di Feyerabend sono i pilastri portanti dell&#8217;intero progetto.<br />
<strong>Adoro gli indici <img src='http://comelacarta.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong><br />
Gli indici, in effetti, <em>non</em> sono una parte marginale dell&#8217;opera. Prima di assemblare i duemila tasselli di testo che compongono i dieci capitoli dell&#8217;opera, ho dovuto affrontare un lungo lavoro preliminare di selezione degli autori da utilizzare. Questa ricognizione bibliografica mi ha consentito di ricostruire una mappa del sapere che spazia dalla letteratura alla fisica teorica, dai fumetti alla filosofia. Un lavoro che è confluito nell&#8217;Indice tematico e che, credo, possa tornare utile anche al lettore. Vuoi conoscere gli autori più significativi della letteratura serba o i filosofi più importanti del pensiero occidentale? Semplice, <a href="http://www.comenondetto.net/indice-tematico/ ">clicca qua</a>.</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/marco-cetera/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">Memorie di un posseduto dalla letteratura</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L’ipertrofia editoriale e i barbari in bit</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><a href="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2638" title="Libreria" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg" alt="" width="455" height="307" /></a>Sandro Ferri, delle edizioni e/o, racconta il mestiere di un editore che si divide tra <strong>la passione </strong>per l’attività cultu&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/i-ferri-delleditore/reti-sociali-ed-editori/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/i-ferri-delleditore/reti-sociali-ed-editori/">L’ipertrofia editoriale e i barbari in bit</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a  href="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2638" title="Libreria" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libreria.jpg" alt="" width="455" height="307" /></a>Sandro Ferri, delle edizioni e/o, racconta il mestiere di un editore che si divide tra <strong>la passione </strong>per l’attività culturale e il continuo confronto con <strong>il mercato</strong>, in un un’epoca di perenne transizione che guarda ancora all’avvento del digitale con <strong>curiosità e preoccupazione</strong> a un tempo. Dal 5 novembre in libreria, è già disponibile in versione ebook dal 9 ottobre scorso: <strong><a  href="http://www.bookrepublic.it/book/9788866320814-i-ferri-delleditore/"><em>I ferri dell’editore</em></a> </strong>è un pamphlet <span id="more-2634"></span>che cerca di non sbilanciarsi troppo sui temi della lettura, della scrittura, della scelta editoriale al di là di ogni contrapposizione radicale tra cartaceo e digitale. Il tentativo è quello di proporsi all’interno di un <strong>dibattito</strong> ancora vivo, forse perimetrando le basi di una professione antica e comunque chiacchierata. <strong><a  href="http://nottedinebbiainpianura.blogspot.com/2011/10/i-ferri-delleditore-di-sandro-ferri.html">Ha scritto Angelo Ricci riguardo al volume</a></strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non è un manuale e nemmeno una requisitoria, ma una esaltante e felice testimonianza (confessione, forse) di un uomo che ha amato e che ama la parola scritta, nella sicura condivisione di quel pensiero forsteriano secondo il quale l’umanità tutta è percorsa, sin dai suoi albori, dalla necessità di raccontare, di raccontarsi e di ascoltare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Già in Rete c’è chi si domanda se Sandro Ferri non si contraddica: metterebbe in guardia dalla <strong>confusione generata dall’assenza della mediazione</strong> editoriale nell’epoca digitale, riconoscendo poi quell’assenza di mediazione e selezione “di progetto” <strong>anche nel panorama librario tradizionale</strong>, sottoposto infatti a una raffinata critica. <strong><a  href="http://leggoergosum.wordpress.com/2011/10/13/dei-ferri-delleditore-e-di-librinnovando/">Considera al riguardo Marco Dominici</a></strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chi è che ha creato una fiumana di libri mediocri asfissiando le librerie, il digitale o la dissennatezza delle strategie editoriali nel cartaceo? E quale potrebbe essere la cura per rimediare a questa ipertrofia editoriale? Ferri non lo dice, ma paventa solo l’arrivo dei barbari in bit.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo la prospettiva di un professionista come <strong>Roberto Calasso</strong> dell’<strong>Adelphi</strong>, l’editore è nella lettura di Ferri anche l’autore di quella grande opera che viene <strong>rappresentata dal proprio catalogo editoriale</strong>: la scelta dei titoli – più o meno consapevolmente – segue con il tempo un disegno che porta infine a formare una creatura nuova. Anche il complesso catalogo <strong>Einaudi</strong> degli anni Cinquanta e Sessanta si proponeva come un discorso che intendeva “<strong>formare una classe dirigente colta</strong>”. Aveva un senso. In questo modo la produzione storica di un grande artigiano riverberava infine come <strong>un prodotto letterario</strong> di altissimo livello. Caratterizzato da una dialettica che negli anni si stringeva a un verbo comunque semplice e determinante: diventava e diventa <strong>fondamentale “fidarsi”</strong>, dal momento che l’editore crea fiducia nel lettore e all’interno di un gruppo di lettori. Ed è infatti un “attore” che parte da una visione del mondo condivisa: poiché cerca nel manoscritto una conferma autorevole e più ricca di ciò che pensa o già intuisce; poiché finirà con lo <strong>“schierarsi” in favore di un autore e di un’opera</strong> particolare con una spudoratezza che dovrebbe riconoscersi ben lontana, assolutamente distante dalle chiavi di lettura determinanti nella visione di un critico che parla a lettori curiosi e potenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle pagine di Sandro Ferri c’è anche un uomo che si divide tra <strong>la magia della lettura</strong> e il tentativo costante di <strong>fare cultura</strong>, proponendo e riproponendo traduzioni, e ripensando continuamente la possibile <strong><em>trasferibilità</em></strong> di una stessa opera in un altro paese e in un’altra lingua. Ci sono intuizioni – o forse concezioni sedimentate dal tempo – talvolta lucidissime e illuminanti: <strong>la libreria</strong>, ad esempio, non è altro che “<strong>lo specchio della società</strong>”, che attraverso le modalità e gli spazi di esposizione dei libri nelle rivendite parla del proprio tempo e agli uomini del proprio tempo. I libri suddivisi <strong>per lingua d’origine e nazionalità</strong> a <strong>Parigi</strong> dove “non esiste uno spazio letterario comune” e il <strong>melting pot</strong> delle librerie di <strong>New York</strong> sono due poli contrapposti e due differenti risultati di integrazione e di rapporto tra la parola e il mondo. Superando le barriere linguistiche, gli ostacoli e i pregiudizi, come un contrabbandiere che oltrepassa montagne e cerca nuovi sentieri, Sandro Ferri racconta le complicazioni e le speranze del suo tempo avverso: forse perché sembra quasi che dei libri, questo suo tempo, non sappia più bene <strong>cosa farsene</strong>.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><a  href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/3931646248/sizes/z/in/photostream/">Credits foto</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/i-ferri-delleditore/reti-sociali-ed-editori/">L’ipertrofia editoriale e i barbari in bit</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><a href="http://youtu.be/ool3vdgLYdI"><img class="aligncenter size-full wp-image-2621" title="Leggere" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libro.jpg" alt="" width="447" height="269" /></a>La lettura e l’attenzione al libro dovrebbero essere pesantemente promosse sulla televisione di Stato perché alla fi&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/">Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a  href="http://youtu.be/ool3vdgLYdI"><img class="aligncenter size-full wp-image-2621" title="Leggere" src="http://comelacarta.net/wp-content/uploads/contributipdf/libro.jpg" alt="" width="447" height="269" /></a>La lettura e l’attenzione al libro dovrebbero essere pesantemente promosse sulla televisione di Stato perché alla fine soccomberemo. È assolutamente necessaria <img src="file:///C:/DOCUME%7E1/MARCOV%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/MARCOV%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /> – e come minimo – una campagna pubblicitaria di invito alla lettura e a sostegno dell’industria editoriale italiana che sia ampia e strutturata.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione italiana – e questo <a  href="http://t.co/l0rscUxG">l’ha detto Gian Arturo Ferrari</a> – è “particolarmente sgradevole” ed è possibile cogliere un “indice di grave arretratezza”.<span id="more-2616"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro per il libro e la lettura, insieme all&#8217;AIE, il 23 maggio, promuove una giornata in cui tutti sono invitati a regalare un libro alle persone a cui vogliono bene. È qualcosa, ma il processo di assimilazione della giornata sarà molto lento, non basterà. “Per troppo tempo i libri e la cultura sono stati segno di discriminazione, qualcosa che apparteneva ai signori, mentre gli altri ne restavano esclusi”. La produzione letteraria italiana, rispetto a quella degli altri paesi europei, ha difficoltà a uscire dai confini nazionali e a diventare patrimonio internazionale. “Con gli ebook oggi siamo di fronte a una cesura di pari importanza rispetto all’introduzione della stampa con caratteri mobili e nessuno sa quello che avverrà. Ma quello che è certo è che l’Italia è un paese lentissimo anche nell’adottare le innovazioni tecnologiche. Già oggi siamo in una condizione di grave ritardo rispetto agli USA: il mercato del libro elettronico vale da noi meno dell’1% del mercato totale. [...] Con l’introduzione della stampa a caratteri mobili la conseguenza principale fu una drammatica diminuzione del costo del libro. Prima un libro costava come un’opera d’arte, costava quanto un gregge di pecore e il lavoro di due o tre persone per anni. Il primo interrogativo da porsi è dunque se succederà qualcosa di analogo anche con il libro elettronico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un paese che legge così poco – nel primo trimestre del 2010, ad esempio, solo un terzo dei maggiori di 14 anni acquistava un libro (Nielsen) – è un paese che “ha scarse possibilità di poter sopravvivere dignitosamente in una competizione internazionale in cui il possesso di conoscenza e la capacità di usare questa conoscenza è già oggi, ma sarà sempre di più in futuro, il fattore decisivo per determinare chi potrà prevalere e chi invece soccomberà. <strong>Noi, per il momento, stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno.</strong> Non è una bella posizione”.</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/stiamo-dalla-parte-di-coloro-che-soccomberanno/reti-sociali-ed-editori/">Stiamo dalla parte di coloro che soccomberanno</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 18:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: justify;">[Questo articolo è uscito su <a href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Benecomune.net</a>]</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura richiede fatica e chi legge non è sempre all’altezza. È la  prima cosa che penso mentre prendo in mano il lavoro di Valter Binaghi e  Giulio Mozzi, 10 buoni motivi per essere cattolici, mandato in stampa  dal giovane editore Laurana di Milano. Penso a quanto stride la  confezione (e il contorno promozionale) del volume con il suo contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Leggi tutto</a>]&#8230; <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/" class="read_more">[continua a leggere]</a></p></p><p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[Questo articolo è uscito su <a  href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Benecomune.net</a>]</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura richiede fatica e chi legge non è sempre all’altezza. È la  prima cosa che penso mentre prendo in mano il lavoro di Valter Binaghi e  Giulio Mozzi, 10 buoni motivi per essere cattolici, mandato in stampa  dal giovane editore Laurana di Milano. Penso a quanto stride la  confezione (e il contorno promozionale) del volume con il suo contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a  href="http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1394">Leggi tutto</a>]</p>
<p>Leggi il post: <a href="http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/ladorazione-dei-televisori-a-schermo-piatto/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/">L&#8217;adorazione dei televisori a schermo piatto</a> | Segui la <a href="http://www.facebook.com/pages/Come-La-Carta/366067449223">pagina Facebook</a> del blog.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Florenskij secondo Luca Negri</title>
		<link>http://comelacarta.net/index.php/libri/notizie/florenskij-secondo-luca-negri/link-segnalazioni-libri-editoria-post-blog/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 19:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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