Una giornata con Dufenne di Mario Tobino

Segnalazione

Mario Tobino, Una giornata con Dufenne, Mondadori, Milano 2008, pp. 130.

Dialogo, 30 giugno 2009

Pubblicato nel 1968, Una giornata con Dufenne di Tobino segnava la rottura dell’autore con la Mondadori e il primo avvicinamento alla Bompiani. La scrittura quasi impacciata di quel direttore di ospedale psichiatrico, poeta delle memorabili Libere donne di Magliano, torna adesso in libreria per fare il punto sul tempo che passa. Il racconto dell’incontro col compagno Dufenne, il lento percorso in auto che avrebbe condotto i due amici verso un pubblico ritrovo tra ex-studenti, metafora del ritorno dalle disillusioni dell’età adulta all’ingenua nudità dell’adolescenza. «Cosa  è cambiato? Cosa  è andato perduto di quelle foto che riportavano alla luce una mandibola così esile, che era l’incontrario di quella ganascia che ho oggi, marmorizzata per tante mangiate e bevute, foto di ribellione, dove appena traspariva nel volto di qualcuno il ghigno sarcastico di chi ha già scoperto la cattiveria degli uomini? Le fissai. Sì, eravamo noi. Solo noi le potevamo capire. Una dopo l’altra; tutte. Quel tempo, la nostra adolescenza, il nostro passaggio nella vita. Fotografie maledette. Sì, aveva ragione Dufenne ad averle ributtate fuori. Era lì il nostro segreto». La giornata di Tobino  singolare resoconto di un percorso educativo: per questo feroce critica di un mondo adulto, tanto simile all’Italietta di ieri e di oggi, diventata grande e disillusa a un tempo.

Antonio Maccioni


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