Tre icone di Massimo Cacciari
Segnalazione
Massimo Cacciari, Tre icone, Adelphi, Milano 2007, pp. 51.
Dialogo, 31 marzo 2009
Hanno qualcosa in comune La Trinità di Andrej Rublev, Resurrezione di Piero della Francesca e il Ritratto degli Arnolfini di Johannes de Eyck? Sono pretesto a tre capitoli di una delle ultime opere di Massimo Cacciari: una rielaborazione critica di conferenze e riflessioni già condotte e pubblicate altrove. Malgrado manchi di originalità, in questo, vale la pena dargli un’occhiata: un filosofo, seppur difficilmente commestibile, quando tratta di opere d’arte affascina sempre. Manco a dirlo, «nell’italiano [della Francesca] non troverai la mitezza misericorde e la trasparenza abissale dello sguardo del Salvatore russo [Rublev]. Un aspro disincanto aleggia già nel volto del Risorto [dell’italiano], arrestandone la luce nel terraneo chiaroscuro delle forme, metafisicamente lontano dall’oro dell’icona». Massimo Cacciari, sindaco veneziano, insegna attualmente presso la Facoltà filosofica dell’Università San Raffaele di Milano. La raccolta pubblicata per Adelphi traccia un rapporto tra opere pittoriche estreme e differenti visioni del mondo.
Antonio Maccioni


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