Sulla bilancia di Giobbe di Lev Šestov
Segnalazione
Lev Šestov, Sulla bilancia di Giobbe. Peregrinazioni attraverso le anime, Adelphi, Milano 1991, pp. 514.
Dialogo, 13 ottobre 2007
Di origine ebraica, nato a Kiev, Šestov emigrò in Francia nel 1921 in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre. Dedicò i suoi anni parigini all’approfondimento della storia del pensiero riscoprendo Plotino e i mistici, Kierkegaard e Dostoevskij. «Per lui deve essere stata davvero una sorpresa apprendere che Kierkegaard vedeva la fonte della filosofia non nello stupore, come gli antichi, bensì nella disperazione, e che anch’egli contrapponeva Giobbe a Platone e a Hegel» disse di lui Czeslaw Milosz nel 1973, introducendo Sulla bilancia di Giobbe e considerandola opera della maturità. Scavando nelle fondamenta del conflitto tra fede (Gerusalemme) e ragione (Atene), il problema metafisico di fondo rimane implacabile: dalla scienza alla teologia, il pensiero si sottomette inconsapevolmente alla stessa ragione nascosta dietro la caduta di Talete. Già da allora (quando si potevano guardare le stelle) la scienza (il pensiero razionale del due più due fa quattro) rideva del poco accorto che finiva dentro un fosso. Ma «la giovane tracia che si burlava di Talete è riuscita a evitare di cadere? Dov’è ora, dov’è finito il suo riso beffardo?». La melodia di sottofondo, in una storia comune, è suonata da una fede cieca che dalla “ragione dei molti” è riuscita a salvarsi.
Antonio Maccioni


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