Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini

Segnalazione

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, Milano 2001 (1990), pp. 248.

Dialogo, 15 giugno 2009

C’è una pagina di Pier Paolo Pasolini (pubblicata sul Corriere della Sera nel giugno del 1974 col titolo Il Potere senza volto e oggi inclusa negli Scritti corsari) concepita in tempi lontani, quando ad esempio la contrapposizione partitica esisteva ancora e aveva un senso chiaro e distinguibile, ad esempio, o ad esempio quando le reti Mediaset non avevano posto nell’omologazione culturale e politica di questo paese, ad esempio. Il nuovo Potere senza volto, secondo Pasolini, era allora «ancora senza volto»: non era il Vaticano, né la Democrazia Cristiana, né le Forze Armate. A caratterizzarlo era invece un sostanziale abbandono della Chiesa, il voler trasformare i contadini in piccoli borghesi, in una classe di produttori e consumatori, attraverso una comunicazione linguistica che fosse testimone di una completa omologazione a un modello unico. Pisolini avvertiva l’insidiarsi di un fascismo umanamente retorico, che aveva come fine la riorganizzazione e l’omologazione totalitaria del mondo. «In una piazza piena di giovani, nessuno potrà più distinguere, dal suo corpo, un operaio da uno studente, un fascista da un antifascista». Incredibile perché parla tanto ancora, Pier Paolo Pasolini, come un profeta, più di ieri, agli italiani di oggi.

Antonio Maccioni


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