Ricordi dal sottosuolo di Fedor Dostoevskij

Segnalazione

Fedor Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo, Feltrinelli, Milano 2008, pp. 142.

Dialogo, 15 luglio 2009

I ricordi dal sottosuolo, pubblicati in prima stampa nel 1864, disponibili in traduzione italiana per più editori nazionali, tornano in libreria nella nuova (quinta) edizione Feltrinelli, curata interamente da Gianlorenzo Pacini. Il romanzo di Dostoevskij, che provocò le reazioni negative della critica del tempo, che scandalizzò il pubblico e venne accusato di essere il prodotto di un ingegno crudele, è oggi considerato comunemente come l’opera cardine della svolta creativa dell’autore. L’uomo del sottosuolo è l’uomo moderno, l’uomo del contemporaneo, antinomico, contraddittorio: è l’uomo senza leggi, distante da ogni principio superiore, distante da ogni fede; l’uomo del sottosuolo è quello della solitudine ed è l’uomo libero a un tempo, l’uomo che è libero di una libertà assoluta, che alla lunga diviene vuota di contenuto, ed è una libertà talmente ampia da trasformarsi nella peggiore delle prigioni. Così, dopo lo scandalo del momento, forse, qualcuno, inizia sempre a capire: che ci sono libri fabbricati a intaglio come col legno, con sporgenze e linee d’ombra, con un diritto e un rovescio, che ci sono libri concavi e libri convessi, che ci sono anche libri che si scrivono per dar da leggere sempre, e soltanto, ciò che non si è scritto.

Antonio Maccioni


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