Racconti fantastici di Ivan Turgenev
Segnalazione
Ivan Turgenev, Racconti fantastici, Edizioni e/o, Roma 1983, pp. 140.
Dialogo, 15 luglio 2006
Nel cuore del realismo ottocentesco, alle prese con un’inedita narrazione magistralmente tessuta sul fantastico: cinque racconti lucidi, godibili alla faccia dei secoli, annotazione banalissima e scontata che oggi come ieri per i classici non è certo novità. Per scoprire un Turgenev sonnambulo e irriverente, tra poche danze che sciamano dalla povertà e dalla superstizione dell’antico mondo orientale, come in Una strana storia ricamata nel 1870 sul tema dei «folli in Cristo». Perché: non è forse il Vangelo a ricordare che chi possiede un granello di fede potrebbe davvero sollevare le montagne? Sì: ma le montagne non si muovono, così «evidentemente – replicava ironico il narratore alla fanciulla fascinosa, trascinata per le strade da uno di quegli individui psichicamente anormali – c’è poca fede oggidì». Scivolava per vie polverose e fini, lontana da casa e stanca di ricevimenti e di balli, quando qualche stella buona credeva pure di averla centrata, chissà. «Ci vuol forse molto a distruggere il tuo tetto?», incalzava ancora Sophie. Lo faceva prima di andare a morire in condizioni misteriose, dopo un sofferto e ispirato voto di silenzio. Che è tutto dentro questo libro da leggere e poi incorniciare, ma per i prossimi secoli almeno: una riflessione senza tempo e senza troppe risposte, sulla soglia del labile confine tra maestri e falsi maestri, mistica e rottura psichica, religione e superstizione, aspirazioni spirituali e fragilissima umanità.
Antonio Maccioni


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