Racconti di montagna

Segnalazione

AA.VV., Racconti di montagna, a cura di D. Longo, Einaudi, Torino 2008, pp. 318.

Dialogo, 30 aprile 2009

C’è una montagna che può diventare sconvolgimento epocale: oppure, semplicemente, a viverla davvero anche il tempo della vita cambia. C’è una montagna che con la sua presenza e il suo tempo può agire sulle percezioni, sui sentimenti, sulle azioni dei protagonisti di un racconto. A questo pensava Davide Longo (scrittore e autore teatrale e radiofonico) mentre riempiva quattro grosse scatole di cartone alla ricerca di libri e di storie, di chili di materiale, da passare in rassegna prima di trovare le parole giuste, i suoni giusti, i nomi giusti. Ci sono Calvino e Salgari, Buzzati e Nabokov, Krakauer ed Hesse, Goffredo Parise, Primo Levi, Franz Kafka, ma anche Tobias Wolff e molti altri. Tutti dentro la stessa raccolta, curata e introdotta dall’autore di Carmagnola, che si muove alla ricerca di storie comuni o straordinarie, reali o ideali, ma comunque toccate dalla montagna; e scuote dalla polvere protagonisti che vivono l’esperienza della rarefazione – di aria, suoni, incontri, tempo – cui le altezze sono state capaci di portarli. «Perché la montagna ci costringe in qualche modo a prendere atto di questa feroce verità: il tempo esiste, è il centro della nostra vita, ma non è fatto a nostra immagine e somiglianza».

Antonio Maccioni


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