Poesie d’amore di García Lorca

Segnalazione

Federico García Lorca, Poesie d’amore, Passigli, Firenze 2007, pp. 152.

Dialogo, 31 gennaio 2009

Alla ricerca di una reciprocità inafferrabile e impalpabile: a marcare le poesie raccolte in questo  volume di García Lorca, da poco edito per Passigli, è la parola chiave della distanza. Distanza di stati, abitudini, condizioni, oggetti, luoghi, persone: del poeta spagnolo Pablo Neruda pianse amaramente la morte, poco tempo dopo la fucilazione, avvenuta nei pressi di Granada sotto la repressione franchista, nell’agosto del 1936. I poeti e la poesia erano ormai distanti.

Però quella dell’autore assassinato era davvero una «poesia d’amore, dentro l’amore, sull’amore, per l’amore». L’amore che è, come considerava ancora Gaetano Chiappini nell’introduzione al volume, «la verità, la speranza, il bene e il male della vita, sul confine prossimo del gelo della morte». Anche per questo viene sempre da sorridere, oggi, nel sentire rievocare parole pesanti, riferibili a fascismi superati, parole che si insinuano ancora nella vita sociale di una parte d’Europa e d’Italia, con sconnessioni di ogni genere e sorta. Viene da sorridere e da disperare: pure la politica, così come ogni religione propria o di altri che sia, finisce sempre al gelo, quando iniziano a morire i poeti.

Antonio Maccioni


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