Poesia di Anna Achmatova
Segnalazione
Anna Achmatova, Poesie, Mondadori, Milano 1996, pp. 66.
Dialogo, 31 dicembre 2005
Quarantasette poesie raccolte nell’economica edizione I miti: le note divulgative presentano Anna Andreevna Gorenko come una delle voci più rappresentative della narrazione ritmica russa del Novecento. Una vicenda personale simbolica, un intreccio drammatico con la sofferenza di un intero popolo: il primo marito Gumilev fucilato per attività controrivoluzionaria nel 1934; le attese di Anna durate oltre un anno, davanti a un carcere nel terzo decennio del secolo scorso, per avere notizie dell’unico figlio Lev condannato a morte.
«Per quanto riguarda le memorie in genere, metto in guardia il lettore sul fatto che il venti per cento di esse, in un modo o nell’altro, sono dei falsi. L’introduzione del discorso diretto va riconosciuta azione punibile penalmente, perché dalle memorie approda con facilità a rispettabili lavori di critica letteraria e a biografie. La continuità è pure inganno. La memoria umana è organizzata in modo tale che, come un riflettore, illumina singoli momenti, lasciando intorno un buio invincibile». Il 2006 varcherà la soglia dei quarant’anni dalla sua scomparsa. Disse di lei Josif Brodskij: «Anna Achmàtova è uno di quei poeti che semplicemente avvengono, che sbarcano nel mondo con uno stile già costruito ed una loro sensibilità unica. Arrivò attrezzata di tutto punto e non somigliò mai a nessuno».
Antonio Maccioni


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