Lo spirituale della cultura di Sergej Bulgakov
Segnalazione
S.N. Bulgakov, Lo spirituale della cultura, a cura di M. Campatelli, Lipa, Roma 2006, pp. 155.
Dialogo, 29 febbraio 2008
Abbandona il seminario in gioventù, intellettuale marxista poi redento dal radicalismo politico cristiano, raggiunge la conversione attraverso il mistero della morte di un figlio, e sceglie l’ordinazione sacerdotale nel 1918. È la storia di uno dei maggiori pensatori russi dei primi decenni del Novecento, Sergej Bulgakov: espulso dall’Unione Sovietica insieme a 160 intellettuali di spicco, raggiunge Costantinopoli, Praga, Parigi, diviene decano dell’Istituto teologico intitolato a San Sergio e racconta la spiritualità che confina tra l’Oriente e l’Occidente dal cuore straniero dell’Europa.
La riflessione sulla Sofia che attirò le accuse dei gerarchi ecclesiastici, il tema della relazione tra culto e cultura (figlio delle pagine di Florenskij e caro al grande Berdjaev) rappresentano uno dei maggiori (e non solo etimologici) insegnamenti all’occidente della democrazia e della velocità, qui riproposto nei saggi raccolti. Così la rielaborazione della problematica attraverso la relazione tra cultura e spiritualità, nel segno dell’arricchimento reciproco, rifiutando sinceramente la gerarchia, in tempi di fastidiosi e inattuali scontri mediatici tra laici non meglio definibili e fantomatici cattolici, fin dai primi decenni del Novecento, è ancora intonsa e paurosamente attuale.
Antonio Maccioni
Segnalazione
S.N. Bulgakov, Lo spirituale della cultura, a cura di M. Campatelli, Lipa, Roma 2006, pp. 155.
Dialogo, 29 febbraio 2008
Abbandona il seminario in gioventù, intellettuale marxista poi redento dal radicalismo politico cristiano, raggiunge la conversione attraverso il mistero della morte di un figlio, e sceglie l’ordinazione sacerdotale nel 1918. È la storia di uno dei maggiori pensatori russi dei primi decenni del Novecento, Sergej Bulgakov: espulso dall’Unione Sovietica insieme a 160 intellettuali di spicco, raggiunge Costantinopoli, Praga, Parigi, diviene decano dell’Istituto teologico intitolato a San Sergio e racconta la spiritualità che confina tra l’Oriente e l’Occidente dal cuore straniero dell’Europa.
La riflessione sulla Sofia che attirò le accuse dei gerarchi ecclesiastici, il tema della relazione tra culto e cultura (figlio delle pagine di Florenskij e caro al grande Berdjaev) rappresentano uno dei maggiori (e non solo etimologici) insegnamenti all’occidente della democrazia e della velocità, qui riproposto nei saggi raccolti. Così la rielaborazione della problematica attraverso la relazione tra cultura e spiritualità, nel segno dell’arricchimento reciproco, rifiutando sinceramente la gerarchia, in tempi di fastidiosi e inattuali scontri mediatici tra laici non meglio definibili e fantomatici cattolici, fin dai primi decenni del Novecento, è ancora intonsa e paurosamente attuale.
Antonio Maccioni
Navigazione
Proposta di lettura
Categorie del blog
- Archivi e cataloghi (1)
- Reti sociali e ricerca (9)
- Reti sociali ed editori (14)
- Segnalazioni (25)
- Tra l'autore e il lettore (12)


Facebook
FriendFeed
Twitter
LinkedIn
RSS