Lettera d’amore a una ragazza di una volta
di Enzo Biagi

Segnalazione

Enzo Biagi, Lettera d’amore a una ragazza di una volta, Rizzoli, Milano 2003, pp. 197.

Dialogo, 31 maggio 2006

Il «moralista» soggetto dell’«uso criminoso» di una trasmissione televisiva, il ragazzo di Pianaccio e il cronista del Carlino: decine di libri costruiti sopra una vicenda professionale lunghissima, ottantasei anni di storia italiana versati ancora in pagina. Ripetitivi, ma pieni di stupore: anche davanti alla rassegnazione della vecchiaia, come in questa lunga e pubblica lettera indirizzata alla moglie Lucia, ormai scomparsa.

C’è anche Prezzolini che ricorda il suo Bergson, Rizzoli che apre un’azienda come commenda, arrivando a distribuire milioni di pagine al giorno nelle case degli italiani. Paradossale, succederebbe ogni volta che incontri un uomo: «qualcosa in te nasce e qualcosa in te muore». Un racconto per frammenti, episodi di vite celebri e anonime, pubbliche e private, Fellini che sogna e Sabin che sconfigge la poliomielite gratis, o quasi. «Penso che tutti gli uomini piangano nello stesso modo e siano uguali tra loro. Quello che non riesco a sopportare sono certe forme di prepotenza, la prepotenza del potere, del denaro, dell’autorità, della certezza di essere al di sopra della legge morale e penale; non sopporto i potenti che, impunemente, umiliano gli altri». Dai ricordi d’infanzia fino a quel giorno del 2002, quando dalla Bulgaria Silvio Berlusconi rivolge davanti al mondo il noto annuncio. Il commento è un onore.

Antonio Maccioni


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