La grammatica di Dio di Stefano Benni

Segnalazione

Stefano Benni, La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria, Feltrinelli, Milano 2007, pp. 182.

Dialogo, 15 febbraio 2008

Stefano Benni ritorna al racconto, con le storie di solitudine e allegria della raccolta La grammatica di Dio: raccontando abbandonati e abbandonanti surreali e folli, di un mondo tanto lontano quanto reale, interrogati da un «silenzio stellare», sempre più deturpati da sorrisi dimenticati e mancati; mettendo in pagina le paure quotidiane che sono di tutti, in una società che si affanna nella compravendita di sentimenti falsi come fossero cellulari, dove la scienza si impiccia nella decifrazione delle cose fino al tentativo di comprensione della misteriosa presenza e della sostanza delle lacrime che avevano invaso come alieni la città. Prima di vederci dentro un mondo riflesso: prima di scoprire nelle lacrime i sogni trascurati e mai seguiti con passione, quando il cosmo intero dello scienziato cocciuto ci finiva dentro, e le cose si appannavano, e anche i volti, e le parole. «Quello è un sogno», avrebbe detto il figlio di sette anni al perspicace ricercatore. «È il sogno che mi hai raccontato il mese scorso, quando hai detto che volevi andare a lavorare su quell’isola, per studiare le malattie degli indigeni. Vedi, dentro si vede, il mare e l’isola. Se ascolti, puoi sentire le voci di quegli uomini lontani. E questo, – disse indicando col dito una parete del lacrimoide – sei tu».

Antonio Maccioni


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