Insonnie newyorkesi di Paolo Maccioni
Segnalazione
Paolo Maccioni, Insonnie Newyorkesi, Il Maestrale, Nuoro 1998, pp. 149.
Dialogo, 30 aprile 2006
Paolo Maccioni, collaboratore del Giornale di Sardegna, per il quale firma ancora una rubrica domenicale e due appuntamenti infrasettimanali dedicati alla stampa estera. Dentista di professione, sceneggiatore, «nato a Cagliari in un giorno importante» (primo maggio), produttore di musica etnica sarda, scrittore.
Fumoso di tipografia alla fine di un millennio, con le sue pagine d’esordio rimescolate fin dal cuore degli anni novanta. In questi racconti solcati dal paradosso dopo le due americhe, che riabbracciavano poi un’isola mediterranea, questa terra di casa. Venivano più tardi L’ufficio del pietrisco (Poliedro, Nuoro 2003) e Doppio gioco (Cuec, Cagliari 2004).
Scrittura essenziale, figlia della cronaca, realistica e ultrarealistica anche quando vuole l’assurdo. Che a cercare i filtri di ricambio per il condizionatore, in una bottega strapiena di cianfrusaglie, piena di polvere, almeno una volta ci provano tutti. Quelli intrappolati nello spazio temporale da vivere e nella società da subire e nel mondo da abitare. Come George: che forse non esiste, ha documenti falsi, cristallizza la povertà che diventa pericolosa soltanto quando si trova fianco a fianco con la ricchezza. Magari crede renda liberi: perché se non umilia, esalta.
Antonio Maccioni


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