In Sardegna non c’è il mare
di Marcello Fois

Segnalazione

Marcello Fois, In Sardegna non c’è il mare, Laterza, 2008, pp. 130.

Dialogo, 15 settembre 2008

Alla moda, un po’ personale, un po’ provocatorio: in questa fine estate Marcello Fois (per la scuderia Laterza) è ancora in libreria per raccontare la sua Sardegna. Non è più quella blues di Soriga, né quella arrabbiata di Niffoi, ma più semplice e forse più vera; non più la macchia attraversata da un indimenticabile Bustianu, raccontato con parole sguainate sulla carta, e con tocco deciso, mai aleatorio. Dopo una lunga serie di romanzi pluripremiati e una raccolta di poesie, questo racconto (quasi autobiografico) è un viaggio dell’autore, dalla Bologna di oggi fino alla Nuoro di ieri,  alla riscoperta delle proprie radici e delle tante isole che si intravedono nell’isola stessa. Ed è terra che diventa una, ma soltanto dopo aver varcato il mare: quel corridoio che è insieme prigione, che dividendo dal resto, e passando per questo, unisce. Prima della parentesi dedicata alla “formattazione dello scrittore sardo”, le “ventuno parole da un sardo d’oltremare” ridefiniscono un possibile vocabolario antropologico isolano: c’è la lingua e il folklore, l’estate e l’indipendentismo. Ci sono vecchi, e nuovi, luoghi comuni.

Antonio Maccioni


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