Il libro del buio di Tahar Bel Jelloun

Segnalazione

Tahar Bel Jelloun, Il libro del buio, Einaudi 2007, pp. 208.

Dialogo, 1 ottobre 2009

Nella prigione di Tazmamart, i partecipanti a un colpo di stato, poi fallito nel Marocco del 1971, vivono rinchiusi per 18 anni. Di loro non si conosce tanto la vita e la storia, ma il lungo rincorrersi delle voci in quel mondo notturno, sotterraneo, mese dopo mese, anno dopo anno: Aziz capisce gli scorpioni, Karim conta il tempo come un orologio parlante, diventando il calendario di una banda di sepolti vivi; Salim racconta storie ai compagni, insegna il potere della fantasia per non morire, in un buco largo tre metri e alto uno e mezzo. «Non è più per passare il tempo, è per non crepare, sì, ho il presentimento che se non sentirò più le tue storie, deperirò. So che non hai più molte forze, che la tua voce è diventata rauca per via del freddo, che questa settimana hai perso un altro dente, ma ti supplico, rimettiti al lavoro». Il libro del buio, tradotto in italiano nel 2001 e ristampato in versione economica nel 2007, è un racconto durissimo e struggente, che cerca di dare un nuovo significato al tempo, ai ricordi, al passato, all’immaginazione, alle parole, alla salvezza, alla libertà.

Antonio Maccioni


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