Il giorno prima della felicità di Erri De Luca
Segnalazione
Erri De Luca, Il giorno prima della felicità, Feltrinelli, Milano 2009, pp. 133.
Dialogo, 15 febbraio 2009
«Ho aspettato di vederla così tanto tempo che mi sono scordato come poteva essere. Aspettare mi ha fatto scordare quello che aspettavo». Un ragazzo orfano, lo Smilzo, cresciuto da un portiere nel quartiere di una Napoli antica, vive cercando di imparare a leggere i pensieri della gente. Il portiere Don Gaetano, che è stato per lui madre, padre, famiglia, ha conosciuto quell’arte misteriosa dopo un viaggio da emigrato in Argentina. Sullo sfondo di un romanzo c’è la guerra di Liberazione, raccontata da un vecchio portiere a un ragazzo come iniziazione alla vita, c’è il giorno prima della felicità che forse è il giorno prima della pace e il giorno prima dell’amore, forse, o il giorno prima di diventare grandi, forse. «La libertà uno se la deve guadagnare e difendere. La felicità no, quella è un regalo, non dipende se uno fa bene il portiere e para i rigori. La felicità: come mi permettevo di nominarla senza conoscerla? [...] Di Anna e della felicità sapevo quello, il nome. Se non veniva dove la cercavo? Non mi dovevo permettere certe confidenze. Dopo che sarà venuta potrò dire cos’è, questa famosa felicità».
Antonio Maccioni
Segnalazione
Erri De Luca, Il giorno prima della felicità, Feltrinelli, Milano 2009, pp. 133.
Dialogo, 15 febbraio 2009
«Ho aspettato di vederla così tanto tempo che mi sono scordato come poteva essere. Aspettare mi ha fatto scordare quello che aspettavo». Un ragazzo orfano, lo Smilzo, cresciuto da un portiere nel quartiere di una Napoli antica, vive cercando di imparare a leggere i pensieri della gente. Il portiere Don Gaetano, che è stato per lui madre, padre, famiglia, ha conosciuto quell’arte misteriosa dopo un viaggio da emigrato in Argentina. Sullo sfondo di un romanzo c’è la guerra di Liberazione, raccontata da un vecchio portiere a un ragazzo come iniziazione alla vita, c’è il giorno prima della felicità che forse è il giorno prima della pace e il giorno prima dell’amore, forse, o il giorno prima di diventare grandi, forse. «La libertà uno se la deve guadagnare e difendere. La felicità no, quella è un regalo, non dipende se uno fa bene il portiere e para i rigori. La felicità: come mi permettevo di nominarla senza conoscerla? [...] Di Anna e della felicità sapevo quello, il nome. Se non veniva dove la cercavo? Non mi dovevo permettere certe confidenze. Dopo che sarà venuta potrò dire cos’è, questa famosa felicità».
Antonio Maccioni
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