Il bacio della violenza
di Dashiell Hammett

Segnalazione

Dashiell Hammett, Il bacio della violenza, Guanda 2004, pp. 264.

Dialogo, 30 novembre 2005

A raccontare è il padre fondatore dell’hard-boiled, recentemente riproposto e rivisitato dal catalogo Guanda: ed è apoteosi del meccanicismo narrativo che continuamente spinge la tensione agli estremi, suggellato da una costruzione della trama e del soggetto che sfiora la matematica. Uno dei capolavori di Hammett, dato alle stampe in prima edizione negli Stati Uniti del 1928, testimone di una società vibrante dove la patologia è latente, dove le donne e le famiglie cadono vittime nelle trame delle sette pseudo-religiose, spirituali o presunte tali.

«Nessuno ha la mente perfettamente chiara, anche se non vuole ammetterlo. Il pensare è una cosa assai complicata; si tratta di afferrare tante idee nebulose, metterle assieme e farle combaciare il meglio possibile. Questa è una delle ragioni per cui tutti si abbarbicano alle loro opinioni e ai loro credo». Un’opera narrativa che è frutto della fantasia, certo, ma anche documento sconcertante e affascinante del libero relativismo di un nuovo continente.

Antonio Maccioni


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