Gli ortodossi di Enrico Morini

Segnalazione

Enrico Morini, Gli ortodossi. L’oriente dell’occidente, il Mulino, Bologna 2002, pp. 130.

Dialogo, 30 settembre 2006

L’espressione ripresa da Giovanni Paolo II, il «respirare a due polmoni» come metafora fisiologica rievoca una storia che attraversa duemila anni di cristianesimo nel cuore dell’Europa, è simbolo attuale per chiese che «si sono trovate divise senza mai essersi formalmente separate».

Il privilegio della retta fede dell’ortodossia sull’ortoprassi viene individuato come cifra di unione dei cinque maggiori e più antichi patriarcati (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Mosca), punti di fuga delle autocefalie canoniche e non canoniche, delle chiese autonome, semiautonome e scismatiche. Si attraversa un mondo di razze ed etnie, di incomprensioni babeliche ma anche di forte tendenza all’accentramento e all’unità, nella diversità, sotto la pressione ecumenica del Patriarcato di Costantinopoli. Largo spazio, nel volume, è destinato alle diatribe teologiche col cattolicesimo, più casuali e contingenti che reali e insormontabili. Ma «la prerogativa della santità, vicendevolmente riconosciuta dalle due chiese ai Padri greci e latini, garantisce indefettibilità al loro insegnamento e presuppone una concordia che è tale anche quando appare discorde».

Antonio Maccioni


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