Fuori registro di Domenico Starnone
Segnalazione
Domenico Starnone, Fuori registro, Feltrinelli, Milano 1991, pp. 136.
Dialogo, 15 dicembre 2007
Si può guardare e raccontare la scuola da dentro, tra aule semideserte, prèsidi, sale professori, ricreazioni e registri di classe da sistemare. Domenico Starnone nasce a Napoli nel 1943, a 24 anni inizia la sua carriera di insegnante, collabora con L’Unità, Cuore, per poi passare tra le fila della redazione culturale del Manifesto: questo è l’autore. Il suo “registro” è figlio di una ricerca linguistica che si adatta all’interlocutore e alla materia narrata; la sua letteratura è passata per i nostri giornali. Nel 2001, durante un’intervista, ricordava quanto sognava «di fare lo scrittore fin da quando avevo tredici, quattordici anni. Poi tra i diciassette e i venti ho iniziato a scrivere moltissimo, ma pensavo di non avere la stoffa e abbandonai quell’ambizione. La passione si placò quando intrapresi la collaborazione con i giornali e lì riversai il mio impulso a scrivere; in particolare, a metà anni Ottanta, sul Manifesto, creai una rubrica di tipo narrativo in cui raccontavo il mondo della scuola. Poi da questa rubrica trassi un libro e iniziai veramente a scrivere da romanziere». La raccolta Fuori registro di Domenico Starnone, mentre in libreria arriva la sua Prima esecuzione (Feltrinelli 2007), pubblicata in volume nel 1991, è stata ristampata nel 2002. Confidò a Claudio Passatore su StradaNove: «Finora si è speso pochissimo per le strutture scolastiche e la maggior parte dei soldi sono andati per gli stipendi dei professori. Sarebbe ora di spendere anche per altre cose».
Antonio Maccioni


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