Fedra di Jean Racine

Segnalazione

Jean Racine, Fedra, a cura di R. Carifi, Feltrinelli, Milano 1993, pp. 148.

Dialogo, 30 giugno 2008

Rappresentata nella Francia del 1677, riedita in numerose edizioni in lingua italiana (tra le quali la traduzione di Giuseppe Ungaretti è di più difficile reperibilità), la Fedra di Racine è il racconto della colpa e del crimine, del pensiero del crimine e delle debolezze di un intenso amore o presunto tale. Rielaborata in modo originale sui presupposti antichi di Euripide e Seneca, è una tragedia moderna dal sapore antico, e una storia antica che riflette in modo controverso le pulsioni del moderno. L’impegno del drammaturgo presso la corte francese restava in equilibrio tra la mera rappresentazione teatrale, e la denuncia delle meschinità umane delle quali quelle apparentemente innocue tragedie diventavano simbolo. Si pensi al significato del giallo odierno, del tragico contemporaneo, della decadenza raccontata e continuamente riproposta, oltre che a una letteratura di denuncia: questa lezione fu magistrale. «Le passioni si offrono allo sguardo solo perché si mostri tutto il disordine di cui sono la causa – spiegava l’autore davanti ai futuri lettori – e il vizio vi è dipinto con tali colori che ne fanno conoscere e detestare l’errore. È proprio questo il compito che deve proporsi chiunque lavori per il pubblico; ed è questo che i primi poeti tragici consideravano sopra ogni cosa».

Antonio Maccioni


Navigazione

Proposta di lettura



Categorie del blog

Come La Carta

Newsletter

Blogroll