Dio vive a San Pietroburgo di Tom Bissel
Segnalazione
Tom Bissel, Dio vive a San Pietroburgo, Einaudi, Torino 2006, pp. 218.
Dialogo, 15 giugno 2006
Fresco di stampa, edito negli Stati Uniti e segnalato come Notable Book of the Year dalla «New York Times Review of Books». Una raccolta in sei racconti che inseguono, spiandoli, gli americani espatriati e dispersi nel mondo: narrazione faticosa al moralismo di superficie, scenario globale che si rivela invece distante ed emblematicamente imperscrutabile. Più si avanza nella lettura, a dispetto dell’intestazione, più il contenuto immaginato si dissolve e disperde. Tra il titolo e l’esordio, il punto di rottura: il tempo che separa la prima dall’ultima pagina, lo passi a chiederti dove mai sia andato a cacciarsi chi, in quella città, ci vive.
Dalla guerra in Afghanistan fino all’incrocio coi rimasugli del Kgb, alla vita dissoluta del figlio dell’ambasciatore statunitense incastrato nel cuore più triste dell’Asia. Gli imperi crollano, restano le macerie, si frantumano gli ordini mondiali, scheggiando degli uomini anche i loro cuori. Pochi racconti, umorismo tragico, uno scarso senso pudico che non stupisce né incanta, ma scade: più testimoni delle vergogne di un’epoca, che inutili, semplici e stucchevoli frutti di una fantasia. Da leggere con gli occhiali: per il fascino di quel signore che a San Pietroburgo avrebbe casa invece alt, girare i tacchi e cercare altrove. A meno che, nel tempo della fede…
Antonio Maccioni


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