Diavoli di Nuraiò di Flavio Soriga

Segnalazione

Flavio Soriga, Diavoli di Nuraiò, Il Maestrale, Nuoro 2000, pp. 165.

Dialogo, 15 luglio 2005

Acclamato, demolito, Premio Calvino per l’inedito, adesso lascia il segno sulle vicende dell’ultima letteratura della primavera sarda, penetrando stralci di strati sociali e vite scosse e folli alle quali partecipiamo. In movimento verso il romanzo Neropioggia (Garzanti) e l’esperienza musicale e narrativa dei Meridianinquieti, il giovane autore materializza qui nella parola personaggi amanti amati e non amati, lineamenti di solitudini fuoriuscite dalle nostre bettole e dai bar sempre pieni dove si beve aspettando ancora la solita carta buona. Un pizzaiolo grasso, un galeotto, un pazzo straniero come noi al centro del paese ad inquietare il prete e le vecchie, i perditempo e i diavoli che vorrebbero e provano, ma non riescono, a scappare da Nuraiò. Soriga lo saprà pure, avrà pure imparato un modo per resistere e una strada: e ancora lui, in fondo, è a volte parte del più grande sogno parlante di Sergio Atzeni. La speranza e l’augurio è quello di poterlo leggere ancora, e in nuova forma, bagnato d’inchiostro, in queste pagine che ci accomunano, così uguali: la semplicità di chi dice che l’amore è bello se saldi tubi tutto il giorno non è sempre preclusione da critici letterari.

Antonio Maccioni


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