Cristolu di Salvatore Niffoi
Segnalazione
Salvatore Niffoi, Cristolu, Il Maestrale, Nuoro 2000, pp. 183.
Dialogo, 15 ottobre 2005
Secondo autore sardo, dopo Satta, ad essere approdato al prestigio dell’editore Adelphi con La leggenda di Redenta Tiria, raccontava all’inizio del millennio un mondo ottocentesco passando per la storia di Barore Suvergiu, strano elfo nativo di Orotho, e un po’ frate e un po’ bandito. Immaginava un romanzo breve che canta l’inutilità della violenza, covata come faida indiscriminata dentro alle case degli uomini e dentro alle loro chiese.
E don Frunza che, incurante dell’insofferenza dei vertici ecclesiastici, ripercorreva da cima a fondo per i fedeli del borgo attraverso un vecchio diario, durante le sue prediche profane, vita e vicissitudini di Cristolu, dal convento alla banditanza. Una storia che si calava nella realtà barbaricina, nei suoi luoghi e con il suo linguaggio. Pensava così, don Frunza, che per incutere un nuovo timore di Dio negli uomini e donne di Orotho ci volesse qualcosa di straordinariamente crudo e vero: come quando l’apostolato, senza mezzi termini, diviene mera ricerca di un consenso.
Antonio Maccioni


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