Corrispondenza da un angolo all’altro di Ivanov e Geršenzon
Segnalazioni
V. Ivanov, M. Geršenzon, Corrispondenza da un angolo all’altro, Aktis, Piombino (Li) 1991, pp. 80.
Dialogo, 12 novembre 2008
Nell’estate del 1920, un poeta e uno storico della letteratura, ricoverati nella stessa stanza dello stesso sanatorio moscovita, inaugurarono il dialogo che sarebbe stato raccolto nelle pagine di questo piccolissimo libro. Sulla diagonale di un ambiente identico, il cinico e il religioso, tra l’ordine e la polvere di due angoli vicini e distanti, andarono fino al cuore della letteratura, dell’arte e della fede. Ciò che resta adesso è un libro stampato in traduzione, che ha visitato le nostre librerie per tre lustri che abbondano, che è ancora vivo. Per dire con Geršenzon che la storia racconta di una semplice preghiera che «acquista la mole smisurata della Teologia, della Religione, della Chiesa. Ciò che era in me un bisogno interiore viene proclamato un sacro dovere, viene strappato dalle mie mani come un oggetto caro e posto sopra di me, come divino. Come una madre, il misero cuore ama ancora, nel tiranno, la propria creatura, ma piange, piegandosi alla sua personale volontà». È così che l’“anticlericale” legittima la fede più grande: quella nell’incontro, che nessun altro può vedere.
Antonio Maccioni


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