Come si scrive un giallo di Patricia Highsmith
Segnalazione
Patricia Highsmith, Come si scrive un giallo, Minimum Fax, Roma 2007, pp. 142.
Dialogo, 15 marzo 2009
Per la scrittura ci vuole mestiere e pazienza: insieme alle frustrazioni, alla fatica, al lavoro quotidiano e silenzioso, all’ascolto, allo studio, alla pratica, all’attenzione, fino alla persistenza di un’idea; poi c’è lo sviluppo, la stesura, la revisione. Nelle poche pagine di Patricia Highsmith c’è tutta la tenacia di un’arte raccontata senza vergogna, quasi come artigianato, in questo Come si scrive un giallo, che dagli anni Novanta in poi è diventato un classico imprescindibile del genere, e non soltanto in riferimento al poliziesco ma a un’arte tutta intera. C’è la pazienza di Archimede che una volta curvo sulla vasca da bagno o su qualcosa di simile esclamò “Eureka!”. «Ma simili momenti di gloria non capitano se prima non si fatica attorno al problema». Bello perché questo non è soltanto un libro per autori – o per chi almeno ha sentito un po’ la voglia di andare a bottega –, ma un libro per lettori, anche, tutti interi, che vogliono provare, per una volta almeno, a guardare alla scrittura dal geniale punto di vista di chi la vive.
Antonio Maccioni


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