Ali di babbo di Milena Agus

Segnalazione

Milena Agus, Ali di babbo, Nottetempo, Roma 2008, pp. 142.

Dialogo, 15 marzo 2008

È il racconto di una quattordicenne un po’ confusa e misteriosa, della sua ricerca della felicità e della mancanza di un padre scomparso che sente arrivare con la sera trasportato da grandi ali nel vento. È la voce narrante che tutto sente e vede, ad esempio vede Madame (così conosciuta comunemente anche se la Francia è per lei ancora un sogno lontano), che poi è uno dei principali personaggi dell’ultimo romanzo di Milena Agus. Madame impegnata a salvare un pezzo di terra e di mare dall’arrivo dei grandi costruttori, a difendere la sua vita sciagurata fatta da mille amanti e dalla solitudine della sua stamberga, nell’attesa di un compagno che in ultimo alla fine di questo piccolo capolavoro verrà, forse. Un romanzo breve per una sera, scritto da una che alla fine ormai non ha più bisogno neanche di presentazioni (tre romanzi e mille riconoscimenti), che ha incantato i lettori di mezza Europa e spopolato in Francia, che è nata a Genova ma Cagliari è da sempre la sua città. Dal punto di vista del mercato, viene da pensare, ci attendono librerie strapiene di una modernissima proposta per salvarsi dalle protezioni della “matrigna” tanto amata e odiata (la Deledda di Flavio Soriga). Nel senso che (palese e chiaro, quasi inutile a dirsi) Milena Agus è una brava, ed è nuova, ed è la donna che l’ultima letteratura isolana aspettava.

Antonio Maccioni


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